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Le fonti degli Archivi di Stato

Le fonti seriali conservate negli Archivi di Stato utili alle ricerche anagrafiche e genealogiche sono individuabili principalmente in due tipologie:
1. gli Stati civili, che datano a partire dall’inizio dell’Ottocento;
2. La documentazione militare (Liste di leva e Ruoli matricolari) conservata a partire dalla prima metà dell’Ottocento in avanti.

Lo stato civile Napoleonico, della Restaurazione, Italiano
Lo Stato civile Napoleonico (SCN) fu introdotto in Italia a partire dal 1806, a seguito dell’annessione di molte regioni all’Impero francese, e rimase in vigore fino al 1815; la tenuta dello stato civile da parte dei Comuni dell’epoca ha prodotto una serie di registri di atti di nascita, di matrimonio e di morte, il cui doppio originale, dopo varie vicende, a seconda dei luoghi e dei tempi, è confluito presso gli Archivi di Stato delle rispettive province. Spesso accanto ai registri sono presenti numerosi Allegati agli atti che riportano informazioni interessanti e non reperibili altrove, come la paternità e la maternità, o il consenso al matrimonio dei contraenti, consentendo di risalire alle generazioni precedenti vissute nella seconda metà o alla fine del Settecento.
Durante la Restaurazione, la registrazione dei movimenti demografici - mentre continua a essere esercitata dalle parrocchie - rimane nelle competenze delle autorità civili in alcune regioni. Lo Stato civile della Restaurazione (SCR), relativo al periodo 1815 - 1865 circa, è presente soprattutto nell’Italia meridionale (stato civile dell’Intendenza borbonica nel Regno di Napoli), ma anche in alcune aree settentrionali (stato civile estense nel Modenese); in altri casi vige un sistema misto: parte delle competenze resta all'autorità ecclesiastica, ma sotto lo stretto controllo dell'autorità civile (Toscana). I registri prodotti, analoghi per tipologia e struttura a quelli del periodo francese, sono ugualmente accompagnati da Allegati, insieme ai quali sono confluiti negli Archivi di Stato.
Con lo Stato Civile Italiano (SCI), istituito con R.D. 15 novembre 1865, n. 2602, in vigore da 1° gennaio 1866, ha inizio presso i Comuni italiani la produzione dei registri con gli atti di nascita, di cittadinanza, di pubblicazioni di matrimonio, di matrimonio e di morte, sempre redatti in doppio originale, uno dei quali rimane presso il Comune stesso, mentre il secondo viene inviato al Tribunale competente per territorio e successivamente agli Archivi di Stato per la conservazione permanente.
I registri sono corredati da indici alfabetici annuali e/o decennali che consentono una più rapida ricerca dei singoli atti; essi riportano inoltre atti di stato civile registrati presso altri Comuni o altre autorità, anche all'estero, riguardanti cittadini italiani residenti nel Comune stesso.
Anche in questo caso accanto sono presenti gli Allegati, che contengono dati di prima mano come i certificati medici relativi alla nascita o alla morte, nonché una varietà di atti relativi alle trascrizioni e alle annotazioni riportate sui registri, alle pubblicazioni di matrimonio, ai matrimoni, alle cittadinanze. Questi Allegati sono in originale unico conservato soltanto presso i Tribunali e in seguito vengono trasferiti agli Archivi di Stato.
Rispetto ai registri compilati per scopi militari, o da comunità religiose, i registri civili riguardano i cittadini di entrambi i sessi e di qualsiasi confessione religiosa, nonché gli atei e i non battezzati.



Le Liste di leva militare
Quasi tutti gli Archivi di Stato conservano, benché in varia misura, le Liste di leva, redatte ogni anno su base anagrafica, dai Comuni in doppio originale contenenti l’elenco alfabetico di tutta la popolazione maschile residente in età passibile di visita per leva militare (tra il diciassettesimo e il ventesimo anno di età, secondo le modalità previste dalla legge). Una copia rimaneva presso il Comune ed una veniva inviata all’Ufficio di leva esistente nel capoluogo di provincia o di circondario per le ulteriori operazioni di selezione e di arruolamento.
Nel corso di tali operazioni venivano prodotte le Liste di estrazione (elenchi per ordine casuale degli stessi coscritti, ma su base mandamentale) e i Registri sommari delle decisioni del Consiglio di leva, relative alla sorte di ogni singolo coscritto. Accanto ai dati già indicati dal Comune per ciascun nominativo, le Liste di leva, e poi quelle di estrazione, contengono i dati rilevati nel corso della visita: livello di alfabetizzazione, professione, caratteri somatici e antropometrici (colore degli occhi e dei capelli, forma del naso, misure della statura e della circonferenza toracica),
nonché l’esito della visita stessa: «abile arruolato» in una delle tre categorie previste, «rivedibile» alla ventura leva, «riformato», «renitente».
La leva del Regno d’Italia era regolata della legge piemontese del 1676 del 1854, estesa al resto dell'Italia a partire dagli anni 1860-1862; le classi di nascita interessate prendono pertanto inizio, a seconda dei luoghi, dal 1840 al 1842 o più tardi seguendo il processo di unificazione territoriale. Ciò non esclude che si possa risalire anche a classi più antiche in molte aree (oltre ovviamente al Regno sardo) dove gli Archivi di Stato conservano anche gli atti di leva dell'ultimo periodo preunitario. Dopo la riforma del 1911 (ultima la classe 1891) non vennero più prodotte le Liste di estrazione, né i Registri sommari.
Le Liste di leva e le Liste di estrazione vengono consegnati agli Archivi di Stato compenti per territorio trascorsi 70 anni dall’anno della leva



I Ruoli matricolari militari
Spesso accanto alla documentazione di leva gli Archivi di Stato conservano i Ruoli matricolari compilati dal servizio della matricola dei Distretti militari, che si occupa di tenere la documentazione ufficiale di tutti i servizi resi allo Stato dal singolo militare e di tutti i fatti che ne mutano o ne modificano la posizione, durante il tempo della sua permanenza nei ruoli. Ogni militare viene univocamente identificato da un numero progressivo, la «matricola», appunto, legato alla classe di arruolamento (che può essere diversa da quella di nascita), al Distretto militare di arruolamento e alla categoria di appartenenza (fin quando questa è esistita).
Per ogni soldato il ruolo riporta: numero di matricola, corpo, data di arruolamento, gradi, eventuali onorificenze, o sanzioni comminate, o diserzioni. I fogli matricolari, che riportano in maniera estremamente sintetica tutte queste informazioni, sono rilegati per ordine di matricola in registri relativi alle varie classi. In questi registri annuali vengono inseriti esclusivamente gli arruolati, cioè coloro che hanno effettivamente prestato il servizio militare; quindi non vi figurano i riformati (giudicati inabili al servizio per motivi di salute), gli esentati (comunemente per motivi familiari), i renitenti (coloro che non si sono presentati alla visita di leva o alla chiamata per l’arruolamento).
I ruoli matricolari dei Distretti militari, corredati da rubriche alfabetiche che costituiscono lo strumento fondamentale per effettuare le ricerche, sono versati all’Archivio di Stato della provincia di pertinenza allo scadere del settantesimo anno dall’immatricolazione; qui sono consultabili nel rispetto delle norme a tutela della riservatezza dei dati personali.
Più complete informazioni rispetto ai ruoli matricolari, che ne costituiscono la sintesi, sono reperibili nei Fascicoli matricolari dei militari, ugualmente prodotti dai Distretti Militari e occasionalmente versati agli Archivi di Stato. Essi sono articolati in due sezioni: truppa e sottufficiali e contengono la documentazione ufficiale riguardante il singolo militare.