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Ricerche anagrafiche e genealogiche

Da dove iniziare ?
La ricerca dei dati anagrafici di una persona deve partire da riferimenti geografici, di tempo e di relazione parentale (genitore, coniuge, figlio), procedendo a ritroso. I dati iniziali costituiscono la chiave di accesso per ricercare nei complessi delle fonti documentarie le informazioni utili a delineare i profili anagrafici.
Dovendo intraprendere una ricerca occorre poi distinguere tra Stato civile e Anagrafe. Lo Stato Civile riguarda le registrazioni di nascite, morti e matrimoni, mentre l’Anagrafe (dal verbo greco iscrivere, registrare) riguarda i movimenti della popolazione, le residenze e i relativi mutamenti, censimenti, immigrazioni ed emigrazioni.

Dove sono le fonti ?
Stato civile e anagrafe
Lo Stato civile italiano ha un suo breve, ma significativo antecedente in quello francese, detto anche napoleonico perché introdotto in Italia da Napoleone a partire dal 1806 e sopravvissuto in alcune regioni anche dopo la disfatta francese del 1815. Subito dopo l’Unità d’Italia, con il primo censimento nazionale (1861), la tenuta dello stato civile diventa un’esigenza: si rende necessario conoscere sesso, condizione sociale e livello di istruzione degli italiani per formare le liste elettorali, i consigli comunali, per assolvere all’obbligo della leva militare, per esigere le tasse; così un decreto del 1864 attribuisce ai Comuni il compito di registrare i movimenti demografici, senza tuttavia rivestire un carattere obbligatorio, per cui non tutti i Comuni vi ottemperano. Una seconda legge del 1871 rende invece l’anagrafe obbligatoria per tutti i Comuni che da questa data in avanti sono preposti alla tenuta dei registri di nascita, matrimonio e morte della popolazione residente. I registri di stato civile riportano le registrazioni di nascite, di matrimonio, di pubblicazioni di matrimonio, di morte e talvolta di cittadinanza; costituiscono pertanto la fonte seriale e primaria per intraprendere ricerche anagrafiche e genealogiche e possono contenere dati significativi anche da un punto di vista sociale, come la professione esercitata dai genitori o il grado di alfabetizzazione posseduto (attraverso la firma).
Pertanto è sempre consigliabile iniziare le ricerche dall’archivio del Comune di origine; per inoltrare richieste di certificazione anagrafica ai Comuni italiani è utile il sito http://www.comuni-italiani.it che riporta numeri di telefono e fax, contatti mail e siti internet.
Per il periodo antecedente al 1° settembre 1871 le funzioni di Ufficiale di stato civile erano espletate dai parroci, che sono titolari delle scritturazioni e della conservazione dei registri dei battezzati, matrimoni, morti e stati d’anime in modo sistematico e ininterrotto dalla seconda metà del Cinquecento (a seguito di disposizioni del Concilio di Trento), ma già in precedenza alcune parrocchie curavano la compilazione di tali registri. Pertanto, per il periodo antecedente al 1871, è necessario rivolgersi alla parrocchia di nascita e a quella di residenza - se diversa dalla prima – per ottenere la certificazione anagrafica (utile motore di ricerca per le parrocchie italiane è il sito: www.parrocchie.it); tra i progetti per la tutela e per la valorizzazione delle Registrazioni anagrafico-sacramentali storiche italiane (registri parrocchiali dei battesimi, dei matrimoni, delle sepolture e dello stato delle anime precedenti al 1901) si segnala la banca dati La Memoria dei sacramenti (www.memoriadeisacramenti.it), cui hanno aderito numerose parrocchie.

Per i discendenti degli emigrati italiani
A partire dagli ultimi decenni del Novecento il desiderio di riscoprire le proprie origini è avvertito come un’esigenza forte soprattutto da parte dei discendenti di emigrati italiani residenti all’estero, insieme alla sempre più pressante necessità di venire in possesso dei documenti necessari nell’iter amministrativo per ottenere la cittadinanza italiana “iure sanguinis”, come l’estratto dell’atto di nascita o di matrimonio dei loro antenati. Gli Archivi di Stato non hanno competenza in materia di anagrafe ma conservano fonti seriali per individuare i Comuni di nascita degli ascendenti, ai quali occorre rivolgersi per ottenere le certificazioni necessarie, mentre per il periodo precedente al 1871 occorre rivolgersi alle parrocchie.
Negli archivi prodotti da Prefetture, Questure e Tribunali, che sono trasferiti agli Archivi di Stato competenti per territorio dopo 40 anni dall’esaurimento delle pratiche, è inoltre possibile reperire documentazione sporadica relativa a passaporti o a permessi di espatrio.